COVID E SWINGERLIFESTYLE

COVID E SWINGERLIFESTYLE

 kapedag    2020/04/04   1284    lifestyle , news

COVID E SWINGERLIFESTYLE

Un messaggio ricevuto da un amico, gestore di Club Prive' che ha di recente ceduto l'attivita' e reinvestito in un altro club, mi ha fatto riflettere.

M. scriveva: "Ciao scusa per il lungo silenzio ma siamo stati incasinati x il nuovo prive' ti posso dire che abbiamo buttato 25 mila euro in quanto con quello che e' successo credo che i club prive' sono giunti alla fine della loro esistenza; quelli che esistono se non cambieranno le leggi forse riaprono nel 2021 ma credo che ormai il mondo del prive' fa parte di un passato che non ritornera' piu' noi comunque stiamo bene ....."

Sentire recitare il de profundis da un operatore che e' da oltre venti anni un riferimento del lifestyle, che ha aperto almeno tre locali e altrettanti rinnovati c'e' da preoccuparsi, almeno per le coppie che non amano incontri combinati, siano essi in casa o a feste private. La domanda e' se forse non ci sia un tantino di pessimismo indotto dal fatto che non appena finito un investimento si vorrebbe rientrare degli impegni e, al contrario, non si riesce a partire. 

Vorrei invece pensare positivo, credere che questa quarantena possa essere utile per l'ambiente, faccia crollare rovinosamente i piu' approssimativi, gli scannatoi dell'ultima ora, i meno solidi e riduca la concorrenza per chi propone il libertinaggio organizzato nel senso piu' nobile del termine. 

Infatti, sono convinto che non tutti ce la faranno, di sicuro non quelli che traggono il loro sostentamento dal club e nemmeno quelli che hanno considerato le  randi dimensioni e le connesse economie di scala come fattore di distinzione dagli altri.

I primi, di solito sono coppie stufe del lifestyle che scelgono di mettere a reddito la loro esperienza e le loro amicizie, ben sapendo che di massima dando soddisfazione ai singoli in qualche modo il locale girera' e, pur senza arricchirsi, si procacciano una rendita ad integrazione di una scarna pensione. Hanno investito poco e l'obiettivo si raggiunge con strumenti ai limiti del lifestyle, piu' vicino ad un semipostribolo.

Poi ci sono le megastrutture polifunzionali a gestione professionale, uniche in tutto il mondo per offerta e standard superiori ma...costose. Tenere in operativita' un locale di migliaia di metri con discoteca/prive', SPA, zona solarium aperta non e' un investimento da poco e, considerato che gia' prima del Covid la crisi dei prive' mordeva significativamente, ora che i ricavi sono nulli e i costi fissi permangono la questione diventa impegnativa anche per soci "occulti" che hanno visto i propri ricavi sprofondare su altri settori. 

Va tenuto presente, infatti, che i prive' in Italia sono associazioni, enti senza scopo di lucro per cui non soggiaciono alle normative straordinarie a tutela delle attivita' economiche che vanno dalla sospensione dei pagamenti per affitti e prestiti, alla cassa integrazione straordinaria per il personale, a supporti vari di tipo economico.

Agli aspetti normativo-economici si aggiunge la percezione della necessita' di distanziarsi, laddove il leit motiv del lifestyle e' l'avvicinamento. Per quanto tempo le signore, che sono le regine dei prive', non si sentiranno sicure? Magari piu' facile e sicuro inverire la rotta, rimettersi nei binari del tradizionale: un po' noioso ma confortante per il sonno.

E' evidente che ci sono nubi scure sul lifestyle piu' in generale, anche quello casalingo e le famose "feste" private che di privato avevano solo il nome, visto che la selezione era sul biglietto d'ingresso, ma almeno loro non ci hanno messo un euro, al massimo hanno un po' faticato per farsi un'adeguata reputazione.

E i dating? Da sempre sostenuti dai singoli, hanno visto anche loro un significativo ridimensionamento visto che la presenza della moglie o della compagna non consente di fare shopping allora, meglio aspettare tempi migliori per pagare la mensilita'.

Come ho detto sopra voglio essere postivo. Voglio vedere una ripartenza non lontanissima, prima dell'estate.

A seguito di questa, vorrei assistere ad un avvicendamento delle proprieta', qualcuno che non ci ha perso con Covid potrebbe rispolverare un sogno nel cassetto da realizzare a minor prezzo.

Vorrei che i costi delle coppie fake, necessarie per soddisfare i singoli nei "prive mascherati," salgano per effetto delle "indennita' di rischio" necessarie al reclutamento, cosi che il business non sia piu' profittevole e i singoli dirottino verso la prostituzione, piu' controllata e coerente con le loro aspettative.

Vorrei che molti di questi locali escano dal mercato e che quindi la popolazione scambista si concentri, facendo cessare la desolante solitudine in cui spesso vivono i prive' per 5 giorni su 7.

Vorrei, infine, che finalmente si regolamentasse il settore una volta per tutte, distinguendo tra prostituzione e libertinaggio e facendo diventare un attivita' economica quella di chi ci investe.

In sostanza ho un solo analito: che non fossimo piu' nel vecchio belpaese, dove tutto e' vietato ma eludibile.

 

 

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1 Commento

  1. Ci abbiamo pensato tanto, in queste settimane, al "nostro" mondo segreto... Noi vorremmo che il mondo intero fosse migliore, una volta finita questa emergenza (che a nostro parere è stata un po' esagerata, ma il tempo e la Storia, forse, faranno giustizia...) su tutti i fronti. Speriamo che nessuno - o molto pochi e lo possano poi ritrovare - perda il lavoro. Speriamo anche le la globalizzazione faccia un passo o anche parecchi passi indietro e sarebbe già una gran cosa! Ma se guardiamo a cosa è successo dopo l'influenza spagnola, oltre un secolo fa, crediamo che tra pochi mesi o anni tutto sarà dimenticato. Certo, bisognerà arrivarci a quel momento... Intanto iniziamo a smettere di mangiare qualunque cosa, a macellare senza il rispetto di nessuna norma igienica (e anche di "giocare" con la guerra batteriologica!) poi vedremo...

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