COVID E SWINGERLIFESTYLE 2

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 kapedag    2021/02/01   1244    club privè , lifestyle , gestione locale , spa saune privè

COVID E SWINGERLIFESTYLE 2

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Era appena scoppiata la prima ondata pandemica (aprile 2020) e scrivevo questo articolo Covid e Swingerlifestyle, ora vorrei fare un primo consuntivo di come è evoluta la trasgressione organizzata, per poi trarre le conclusioni alla fine dell’incubo.

Posso dare un testimonianza relativamente a due paesi: Italia e Spagna, avendo fatto un viaggio a Gran Canaria di 20 giorni durante le festività natalizie e di fine anno.

Da noi, come sempre è prevalsa l’arte di arrangiarsi, in sostanza l’elusione delle norme è stato il leit motiv di alcuni locali mentre sono cresciute esponenzialmente le feste private. Queste, come ho già avuto modo di osservare, molto dannose per la sopravvivenza dei club e per la loro integrità, in quanto svolte al di fuori delle regole che governano le aperture al pubblico e senza impatti fiscali, fanno una concorrenza sleale ai locali che per mantenere un’adeguata redditività aprono alle masse dei singoli.

Tornando in tema effetti pandemia, abbiamo avuto un periodo estivo in cui i locali hanno riaperto, alcuni reinterpretando il dettato normativo per cui le parti riservate alle sole coppie sono state tenute chiuse per “rischio assembramenti” mentre gli scannatoi per i singoli erano accessibili…comunque in sostanza il limite maggiore è stato di poter viaggiare poco verso le mete tradizionali delle scambismo di massa come Francia e Croazia mentre per la Spagna ci si è mossi ma sul posto si sono trovate limitazioni di cui parlerò dopo.

Da agosto sono tornate le restrizioni e con queste i controlli, che per l’occasione si sono fatti più severi e diffusi, per cui pressoché tutti i locali hanno dovuto richiudere.

Il prolungarsi della situazione ha imposto di aguzzare l’ingegno, per cui i gestori più “dinamici” hanno cominciato a porre in essere modalità “carbonare” con aperture indirizzate a persone già associate e contatti privati, ovviamente incentivando i singoli con coppie compiacenti. Mi pare evidente che siamo ampiamente fuori dal libertinaggio per rientrare nella prostituzione.

Qualcuno ha tentato un apertura sommessa, senza pubblicità e con poche persone ma è stato sonoramente bastonato con l’arrivo delle milizie anticovid in massa che, tra l’altro, hanno cominciato a sanzionare anche quei quattro avventori.

Qualcun altro, non si sa bene come e perché, ha goduto d’impunità ed ha proseguito nella sua attività a pieno regime come se nulla fosse. E’ proprio da questa ultima tipologia che traggo conferma di quello che sospettavo, il locale aperto ha attratto i singoli come mosche e la gestione ha fatto di tutto per tutelarli dalle legittime proteste delle coppie, oggetto di assalti all’arma bianca. La situazione nelle giornate festive è diventata esplosiva, con masse maschili che sciamavano, alcune coppie conniventi che cercavano di soddisfarne le pretese rese arroganti da mesi di astinenza; le coppie libertine, al contrario,  obbligate a difendersi dai continui approcci indesiderati sia per modalità che per frequenza e, pur lamentandosi con la gestione, non ottenevano alcuna soddisfazione anzi venivano tacciate di non esser contestualizzate. Un vero degrado, senza alcuna  alternativa, che però da un idea di quello che avevo già scritto su rischi che le gestioni alla fame davvero potrebbero mettere la parola fine al libertinaggio organizzato serio.

La situazione alle Canarie era molto diversa, più semplice e lineare.  Tutti i locali indistintamente (tra cui i club privè) erano aperti su base volontaria, negli orari previsti dal livello di contaminazione pandemica e con i protocolli del caso (mascherina, disinfezione, numero contingentato); il gestore decideva in base alle opportunità di business se aprire o meno. Considerato che il turismo nel periodo migliore di Natale – capodanno era al 30% il Secret ha chiuso dal 1 al 15 gennaio e in generale non ci poteva aspettare un gran divertimento ma tutto sommato, pur considerando il coprifuoco con la chiusura a mezzanotte e poi alle 22,00, adattandosi la situazione non era poi tanto male. Il resort libertino Le Mirage, il migliore dell’isola di Gran Canaria, purtroppo ha abolito il day pass, per cui non se ne poteva usufruire se non da clienti residenti.

Certo se in buongiorno si vede dal mattino si deve davvero incrociare le dita per le , speriamo prossime, riaperture.

 

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3 Commenti

  1. Ciao e ben ritrovato! Temevo avessi mollato...ma non sei il tipo da mollare 😉 Ho letto con attenzione ma ho faticato ad individuare le situazioni cui ti riferivi...per quello che ho visto i giochi si sono chiusi a fine settembre e da allora fatico a credere che ci sia stato qualcuno che volesse ancora andare per locali...ma evidentemente sono io che non mi sono informato a sufficienza, preso dai guai lavorativi. In conclusione credo che come dopo ogni guerra ci saranno grandi opportunità: ci saranno morti, alcuni benedetti, ma i sopravvissuti saranno più forti. Per me a luglio saremo in pista!

  2. Ciao a te! Ben risentito. Anche io pensavo così, in effetti nell'unico club aperto a Roma c'è il pienone, di singoli ovviamente ma anche le coppie non mancano. Probabilmente non tutti hanno il cervello così limitato da non rendersi conto che questo problema della pandemia riguarda la grandi masse non gli ambienti circoscritti come quello libertino. Più forti? Lo spero ma non ci credo dopo quello che ho visto di recente.

  3. Se è pieno di singoli nemmeno ti scrivo su wa per sapere qual’è 😂😂😂 Come sappiamo bene la dote più importante per un singolo di successo è saper aspettare... e io aspetterò tutto il tempo necessario a che tutto sia a posto...nel frattempo ci sono aziende da tenere in vita 😉

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