Bad Romance club (RM) recensione

Bad Romance club (RM) recensione

 kapedag    2017/06/20   2703    club privè , lazio , gestione locale

Bad Romance club (RM) recensione

Sono stato in questo swinger club in quanto attratto dal sito web, a mio avviso davvero ben fatto.  Il locale è indicizzato benissimo ed anche ampiamente recensito su diversi portali, soprattutto per le dichiarate modalità di gestione alternative e per la notorietà della Presidente.

Nel sito viene infatti descritto un club per coppie (alcune recensioni datate affermano che sia per sole coppie), non si usa mai la parola singolo e per capire che invece essi sono ammessi si deve arrivare a leggere le regole d’interazione con “le persone sole presenti nel club” dove si tratta, appunto, del comportamento da tenere all'interno del locale. Inoltre, si  affronta un concetto molto rischioso, quello di “coppie vere”, affermando che nel club si sarebbe potuto trovare solo quelle.

Le modalità di comunicazione usate sono assai fuori dalle righe, andando ad evidenziare due dei problemi principali che affliggono i privè:   la presenza invadente di singoli, spesso mitigata da altri siti un pò penosi con aggettivi come “selezionatissimi” e quello ancora più grave delle coppie fake.

A questo punto era per me d’obbligo di andare a vedere questo privè “per coppie”, con accesso ai singoli; soprattutto verificare di persona le novità promesse nel sito, tra cui anche l’internazionalizzazione, visto che esso è costruito su tre lingue: italiano, francese e spagnolo mixate nelle varie pagine che andrete a scorrere. Infatti, tra le altre innovazioni, non si nasconde un avversione per i “romani”, come pure confermato dalla gestione in alcuni articoli su web, e la predilezione verso un modello di club più che altro aperto ai turisti di passaggio nella capitale.

Il circolo, che ha una tessera propria, almeno così dice visto che non viene consegnata, è felicemente collocato nel centro della movida romana di Testaccio. Consta di due ambienti, più o meno 65 mq, completamente interrati. E’ piacevolmente arredato e rispecchia la view libertina della signora che lo gestisce: una transessuale molto femminile, di bell’aspetto  aspetto e, soprattutto, simpaticamente chiacchierona. Alessia, questo il suo nome, ne ha fatto un salottino di trasgressione e pretende che gli avventori socializzino. Le dimensioni contenute dell’ambiente, d’altronde, facilitano il dialogo in quanto è impossibile non guardarsi negli occhi tra tutti i presenti. Non c’è pista da ballo né playroom, salvo due “camerini”, come lei stessa li ha definiti, che dovrebbero servire per i più timidi, in quanto sfuggire agli sguardi dei presenti è pressochè impossibile. Il bar, alcolici compresi, è free.

Se mi sento di confermare che l’offerta è effettivamente innovativa per il contesto attuale, in quanto ripropone il modello di club dei primordi, quando anche le piste da ballo erano superflue e quindi figuriamoci altri accessori oggi invece ritenuti pressochè indispensabili nei locali più in voga quali: aree ristoro, sala coppie, SPA. Mi fa venire alla mente il primo club privè nella periferia dello Stato Vaticano (Italia ndr), l’ Avangarde  di piazza Cantore a Milano.  

La prima volta che ci sono andato non c’era nessuno. Mi sono trattenuto a chiacchierare con Alessia, che mi ha confermato la sua avversione verso i romani ma soprattutto per le coppie finte, definite come quelle “messe li a disposizione dei singoli”; ha inoltre sostenuto la necessità di una rigida selezione numerica dei singoli, si badi selezione numerica non altre modalità, come si riempiono la bocca i buffoni che mai e poi mai la faranno, continuando a chiamre i maschietti soli "signori singoli" sui propri siti web. D’altronde, avendo uno spazio massimo di 25 persone, pare ovvio che debba regolarsi, salvo ad ottenere un effetto caserma molto controproducente. Quando, però, ho cercato di allargare il concetto di "coppie finte" facendo rientrare nella finzione anche le singole, o meglio ridefinirlo - più correttamente - come quelle coppie che non hanno una relazione stabile, lei ha fatto orecchie da mercante, sostenendo che non può effettuare indagini in materia né lo ritiene importante, inoltre ritiene che esisterebbero donne sole interessate al suo privè. In sostanza, ho capito che i la sola cosa che reputa importante è di non pagare nessuno per veicolare singoli nel locale. Tale posizione, pure condivisibile, a mio avviso è riduttiva.

Dopo aver trattato delle coppie finte abbiamo cambiato canale e rivolto il dialogo alla questione singoli, altro cavallo di battaglia della propaganda del Bad Romance. Secondo me su questo predica molto bene ma non razzola coerentemente; tuttavia già il fatto che predichi non è male. Lei dice che i privè sono locali per coppie, il singolo è un contorno che, però, una volta accettato nel locale  debba presentarsi e interloquire con le coppie essendo comunque una componente della comunità trasgressiva, alla pari delle prime (in qualche modo facendo intendere che anche le coppie per esser benvolute nel club devono accettare una socializzazione col singolo, anche se non necessariamente farci sesso).

Il problema della presenza numerica dei singoli al Bad Romance sembrerebbe quindi smarcato. Ovviamente non è così! Ne mai lo sarà nei prive italiani che li accettano.

Infatti, in astratto sono d’accordissimo con Alessia che l’impatto singoli si sconta in valore assoluto e non relativo e quindi concorderei sulla sua regola di accettarne massimo 5. Normalmente le varie gestioni sostengono opportunisticamente il concetto di impatto relativo, affermando di consentire un rapporto 1/5 tra singoli e coppie  (peraltro quasi mai vero). Tale posizione è facilmente smentita dai fatti; infatti, se astrattamente in un club ci sono 100 coppie e 20 singoli, l’ambiente sarà comunque invivibile, tenuto conto che di quelle100 coppie di norma si e no un terzo accetta il singolo.

Il problema è che li dentro 5 sono davvero troppi. A riprova la volta successiva che sono andato al club.

Molto correttamente, infatti, mi ha offerto di tornare attesa la serata completamente deserta, indicandomi quali unici giorni “utili” per valutare il traffico del locale, oltre al week end, anche il mercoledì. Sin dall’ingresso ho riscontrato un privè diverso rispetto alla precedente esperienza; al culmine delle presenze ho visto 6 coppie e…i famosi 5 singoli, diventati anch’essi 6 a fine serata quando, tra l’altro, si era pure già allontanata una coppia.

In totale, 17 persone (18 con Alessia) su una portata massima di 25, quindi non male all’apparenza, soprattutto se è vero che le coppie di Alessia avrebbero tutte pagato 30 euro come lei sostiene (cosa che nessun privè da Roma in giù riesce ad ottenere dalle coppie, abituate invece ad esser ospiti…dei singoli).

Purtroppo l’ambiente ristretto, combinato con quei maschi soli, ha determinato per quella serata un flop assoluto nel gioco (hanno praticato solo due coppie che già si conoscevano tra loro), ma soprattutto un contesto erotico di basso tenore. Basta infatti un solo singolo ansioso e li dentro finisce tutto prima di iniziare. Va detto, però, che l’educazione ha regnato sovrana, favorita anche dal controllo sociale e questo, in presenza di una percentuale coppie/singoli superiore a 1/1, altrove sarebbe stato inimmaginabile. In sostanza secondo la mia opinione per aversi un contesto accettabile al Bad Romance non possono esserci più di tre singoli.

Dato importante ed in controtendenza rispetto ad altri locali è stato quello della qualità delle presenze femminili, perlopiù buona con due vette di ottimo; inoltre, tutti gli avventori erano ben vestiti ad eccezione di un paio di singoli. Mi è sembrato, ma non posso esserne certo, che ci fossero dei reduci del De Luxe, un privè romano ormai chiuso, di cui si è già trattato su MLS.

Per me quindi il Bad Romance va visto con l’avvicinarsi dell’estate, non di mercoledì e probabilmente nemmeno di week end. Potrebbe esser interessante in quei giorni in cui i maschieti italioti stanno a casa con le mogliettine e si potrebbe avvicinare qualche coppietta straniera o qualche curioso di passaggio. Bisogna, però, affidarsi alla sorte, ben sapendo che la serata potrebbe esser soli con se stessi.

 

 

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