Lezioni di lifestyle: 2 il gestore di privè

Lezioni di lifestyle: 2 il gestore di privè

 kapedag   22 Maggio 2014   3992    lifestyle , gestione locale

Lezioni di lifestyle: 2 il gestore di privè

Continuano le lezioni su modernlifestyle, dopo essersi soffermati sul singolo da privè (lezione 1) oggi tratteremo di un'altra categoria di protagonisti: i gestori.

Ne parlo al plurale in quanto generalmente sono coppie, persone che hanno in qualche modo già partecipato al lifestyle passivamente e che hanno deciso di diventare soggetti attivi. Dico generalmente perchè, con la rotazione delle gestioni nascente dal neonato business, si sono infilati anche singoli e veri e propri commercianti.

Distingueremo pertanto secondo i modelli a seguire in ordine di disvalore, associando le regioni di riferimento, sebbene sia evidente che i modelli sono trasversali:

La coppia nostalgica , Veneto- Emilia Romagna

La coppia affarista , Lombardia – Emilia Romagna

Il singolo infiltrato, Lazio - Toscana

La coppia da marciapiede, Piemonte – Lombardia - Liguria

Il magnaccia, diffuso in nord Italia – intero sud Italia.

Con la “borghesizzazione” del lifestyle e la sua diffusione mediatica il ruolo del gestore diventa fondamentale per ospitare questo modello di vita. Un tempo, infatti, si poteva esercitare esibizionismo, voyeurismo, scambismo e trasgressione su spiagge, laghi, fiumi, SPA, saune, locali pubblici in genere, oggi sono stati creati degli eleganti ghetti, a causa dell’infittirsi dei controlli e della devastante diffusione dei singoli.

La peculiarità del privè italiano è data dal fatto che il gestore non è un imprenditore, si parla infatti di associazioni. L’esigenza nascerebbe dall’impedimento di cui al codice penale che considera il sesso in pubblico come reato di atti osceni, a prescindere dall’offensività della condotta, elemento invece preso in considerazione in tutte le legislazioni evolute. La gestione in forma associativa si è rivelata una grossa opportunità di business per i furbetti italiani che, con l'uso di questo strumento, possono derogare a tutta la normativa in materia di pubblici esercizi, che imporrebbe loro gravosi interventi di adeguamento in materia di sicurezza, limiti di attività ma soprattutto un regime fiscale rigoroso e non quello “competitivo di cui possono beneficiare gli enti no profit. Il risvolto della medaglia è che vengono imposte improprie schedature della clientela tramite tessere associative, sicuramente utili per i controlli delle autorità, ma del tutto lesive del diritto alla privacy (taluni club non solo richiedono i documenti per fare le tessere ma li fotocopiano in spregio totale della normativa sulla gestione dei dati sensibili) e spesso molto costose.

La premessa è fondamentale per far capire anche ai lettori stranieri di MLS quale è il contesto in cui i gestori si “muovono” , che consente ampi spazi di arbitraggio e richiederebbe una grossa moralità nell’esercizio dell’attività.

La coppia nostalgica

Questi gestori, come si evince dalla denominazione sono degli ex frequentatori dell’ambiente libertino che hanno deciso di passare alla gestione per vivere in prima persona con un ruolo attivo il lifestyle e trarne anche vantaggi economici. In genere ci credono! Sono coppie solide anche se spesso un po “raffreddate” dal punto di vista emozionale verso la loro attività, che però coscienziosamente rispettano Proprio il rispetto delle persone che hanno fatto questa scelta difficile, anche nel ruolo di clienti, è il driver della loro gestione. Grazie a questa impostazione investono, perché hanno una vision imprenditoriale a medio e lungo termine. Inoltre, conoscendo bene l’ambiente, hanno una naturale predisposizione a mettere loro agio i clienti, che spesso diventano amici o conoscenti. La valutazione di questo modello gestionale è positiva, contribuisce all’emersione del lifestyle dai meandri paludosi e nascosti delle periferie urbane o delle zone industriali, ma spesso tende ha omologarsi al modello borghese, importandone i difetti e gli stereotipi:; i privè diventano sempre più simili a discoteche, si formano “comitive”, emergono giudizi sui comportamenti e in qualche modo la libertà nascente dalla trasgressione viene imprigionata. Approccio verso i singoli: apertura

La coppia affarista

Questo è il modello più diffuso. Si tratta anche in questo caso di ex frequentatori dell’ambiente libertino che hanno deciso di passare alla gestione per trarre vantaggi economici e spesso sostentamento, in quanto l’attività diviene sostanzialmente la loro unica fonte. Anche loro ci credono ma sono del tutto distaccati! Sono coppie solide, non solo “raffreddate” dal punto di vista emozionale , ma del tutto distaccate dal lavoro che interpretano professionalmente. Il cliente è tale e come tale si sfrutta. Questa impostazione gli impone una una vision imprenditoriale a breve/medio termine, gli investimenti sono funzionali al business non a soddisfare il cliente. Anche loro conoscono bene l’ambiente ma sono molto freddi e razionali verso i clienti, sia pur con qualche rara eccezione. La valutazione di questo modello gestionale è complessivamente buona se riesce a contemperare la soddisfazione del cliente con la realizzazione dell’utile rendendo l’ambiente vivibile con una vera selezione in particolare numerica dei singoli, il locale sempre rinnovato e i servizi vari e qualitativamente adeguati. Diventa insufficiente nei casi in cui lo stimolo alla massimizzazione prende il sopravvento. Approccio verso i singoli: invito

Il singolo infiltrato

Questo gestore, come si evince dalla denominazione, è un frequentatore dell’ambiente libertino che ha deciso di passare alla gestione per integrarsi in un ambiente dal quale veniva marginalizzato e trarne utile. Il suo coinvolgimento emozionale si scontra con le necessità di “imprenditore” per cui spesso combina dei gran casini, creando confusione. Il driver della sua gestione è lo sfruttamento per rivendere; questa impostazione gli impone un forte contenimento dei costi (si avvale molto di conoscenti e amici) e una vision imprenditoriale a breve termine. Inoltre, conoscendo bene l’ambiente, ha una naturale predisposizione a mettere loro agio i clienti, che spesso diventano conoscenti, anche perché il ruolo manageriale gli aumenta le opportunità per cui spesso diventa coppia. La valutazione di questo modello gestionale è neutra. Nei locali gestiti da loro ci sono molti singoli e le coppie che li frequentano la sanno per cui li accettano ma non essendo stupido il “ singolo infiltrato” crea spazi per le coppie anche se non sceglie mai l’ambiente solo coppie. La valutazione negativa emerge quando comincia a creare situazioni fake per facilitare coppie e soprattutto singoli e crearsi un avviamento stabile. Non mi riferisco ancora alle situazioni dei due modelli che descriverò di seguito in quanto questo gestore utilizza amicizie e non distribuisce proventi ma cortesie (posti di lavoro, entrate gratuite, consumazioni etc). La valutazione negativa di questo fenomeno non è pessima solo perché crea ambienti alternativi per chi “deve concludere” perchè ha pagato o solo perché non vuole sprecare una serata, lasciando più puliti gli altri locali. Approccio verso i singoli: invito

La coppia da marciapiede

Questo gestore non ha mai frequentato seriamente l’ambiente libertino, anche da cliente ne traeva vantaggi economici, per cui ha deciso di stabilizzare il reddito. Il problema di questa coppia è la legge, che non gli consente lo sfruttamento del sesso esercitato in proprio o da terzi. Per questo motivo crea un associazione bon a tout faire e la chiama club privè in assonanza al fatto che in quei locali si fa sesso. Investe nel suo locale, non sulle strutture ma sulle frequentazioni, inserisce il mercimonio in un contesto libertino sia tramite conoscenti e amici che con la remunerazione diretta. Organizza spettacoli erotici e serate dedicate ai singoli, la sua vision imprenditoriale e il breve termine, deve fare cassa a tutti i costi in quanto il rischio di chiusura è sempre incombente. La valutazione di questo modello gestionale è del tutto pessima, quelle poche coppie inesperte che finiscono in questi bordelli mascherati traggono un idea sbagliata del libertinaggio e escono immediatamente dal lifestyle. Nei locali gestiti da loro ci sono singoli e prostitute, qualche coppia con lui cuckhold, in quanto le coppie “che non fanno” vengono presto escluse dal club, anche perché in questi locali la coppia non paga nulla, o meglio paga con la prestazione sessuale coi singoli. Siamo completamente fuori dal contesto libertino, anzi si provoca un danno d’immagine e un vulnus serio reputazionale in un ambiente dove le persone si accompagnano con i rispettivi partner e sono madri e padri. Approccio verso i singoli: entusiastico accoglimento

Il magnaccia

Inutile mettersi la cravatta, questo gestore è la versione single della coppia da marciapiede. Non ha mai frequentato l’ambiente libertino ne sa di che si tratti. Il suo problema, come per il modello gestionale descritto prima, è la legge, che non gli consente lo sfruttamento della prostituzione. E’un ex gestore di lap dance o teatrini erotici che ha deciso di evolvere verso un business più “completo”. Nel suo locale ci sono solo singoli e prostitute, lavora molto nell’infrasettimanale.

In prospettiva

Si auspica un internazionalizzazione del contesto normativo d’operatività dei privè: in primo luogo con l’abolizione della legge Merlin, che impedisce la prostituzione legale in Italia, addivenendo a una distinzione tra case di tolleranza e club privè; poi, con l’assunzione della qualifica di esercizi pubblici di questi locali, abolendo tessere e tutto un sottobosco di illegalità che gravità attorno a queste presunte “associazioni”.

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