RAPPORTI DI COPPIA

RAPPORTI DI COPPIA

 kapedag   16 Ottobre 2013   2765    lifestyle

RAPPORTI DI COPPIA

Tra notizie di conflitti di interesse veri o presunti, inchieste roboanti su politici corrotti ed eroiche gesta dei novelli paladini della giustizia, mi è caduto l’occhio su un articolo una notissima editorialista nonché moglie di un importante uomo politico.
Riporto il testo.
"Per fare pace, dovremmo smettere di pensare alla coppia come ad una prigione in cui uno dei due elementi deve – per forza o per amore – subire la volontà dell’altro. Costruire un nuovo federalismo sentimentale fra "singoli", fra persone che rispettano i gusti dell’altra/o e che scelgono di non imporre il proprio punto di vista. Le nuove generazioni di femmine e di maschi adulti non si sopportano piu’. I due generi umani faticano a costruire intese, a condividere vite, a volte diventa arduo persino decidere la destinazione del tempo libero, di una vacanza, di una serata assieme al sabato sera. Quintali di pagine – nel mondo – analizzano l’evoluzione delle une e degli altri. Un evoluzione , quella femminile, che sconfina nell’aggressività (secondo i maschi). Un immobilismo, quello dei signori, che diventa egoismo assoluto secondo le femmine. La verità e che l’illusione della coppia chiusa, modello cinema americano anni sessanta, è definitivamente tramontata. Non funziona. Non regge. Non ci rende felici: distrugge le nostre esistenze e quelle dei figli….è un illusione da cancellare, salvando il contenitore, quella famiglia che è invece l’unico punto di forza in una società sempre meno solidale e garantita. Viziati, coccolati dai genitori, i candidati al matrimonio arrivano ai trent’anni con i propri interessi e le proprie passioni ben radicate. Se maschi, trovano aggressive le signorine che vorrebbero trascinarli nelle loro abitudini e nei loro ritmi mondani. Se femmine trovano eccessive le tre- quattro serate di lui davanti al calcio in tv e le restanti due –tre con il branco al campo di calcetto. I lavori dei due aspiranti marito-moglie, distano centinaia di chilometri l’uno dall’altro, spesso lei e lui prendono aerei, treni, pullman e metrò con destinazioni opposte…..risultato: mettere su una casa insieme diventa sempre di piu’ un rebus di difficile soluzione. Ci si ama, ma si litiga nei pochi minuti liberi….Il dramma è che continuiamo e inseguire un modello superato: l’idea che un intesa felice debba esser costruita sul piacere di condividere tutto, ma proprio tutto, il tempo a disposizione.

Errore madornale, eppure molto frequente. Errore da cui discendono drammi e separazioni…..un errore che le nostre nonne non avrebbero mai commesso, abituate come erano alla divisione di ruoli e tempi. E forse la soluzione per i matrimoni del futuro sta nel mix tra antico e moderno. Provate a pensare cosa avrebbe detto la nonna se il nonno l’avesse trascinata per giornate intere a caccia di anatre in palude o all’osteria a giocare a tresette. E lui, se lei avesse preteso di imporgli ore e ore di teatro per la commedia del giovedì, o il pomeriggio fra ricamo, maglia, canasta con le amiche….altro che aggressività. Si sarebbero lasciati dopo un mese. Le nuove generazioni non devono far altro che unire i loro corpi, i loro sentimenti, i loro progetti. Rispettando i (di lui o di lei) beni, amici, lavori, sport, passatempi: potranno resistere allo stress soltanto restando due singoli che si amano. Evitando con cura di trasformarsi in coppia, parola che ormai fa quasi paura".

Condivido pienamente quanto scritto dall’autorevole giornalista, ritenendo anche io la soluzione proposta quale unica via possibile della reciproca insofferenza tra uomo e donna….e sin qui applico o cerco di applicare, non senza problemi.
Tuttavia manca quel qualcosa che tra le questioni di coppia assume carattere fondamentale: il sesso.
Di sicuro le coppie dopo alcuni mesi o nel migliore dei casi anni, da quel punto di vista certamente diventano "due singoli che si amano" poiché l’interesse per la materia si discosta piu’ o meno rapidamente dal proprio partner per concentrarsi nei fatti o, in mancanza di coraggio, negli auspici ben lontano da quello.
Che fare allora ? Personalmente io una soluzione c’è l’ho! Si chiama complicità.
Cosa significa? Apparentemente la parola evoca sinistri accordi per delinquere; nei rapporti di coppia la tradurrei in due modi, uno piu’ lieve l’altro piu’ intenso: accettazione della situazione (o meglio consapevolezza della sua ineluttabilità) o partecipazione e condivisione reale ed intensa, diversa da accondiscendenza o opportunismo.
In ogni caso, prima di potere dare complicità…beh di sicuro ci vuole la coppia. Il problema è che non basta quella di fatto, ci vuole lo "status" senza di cui almeno uno dei due partecipanti al gioco non sarà disposto a giocare.
E’ qui il "sesso debole" manifesta tutta la sua debolezza che con l’accentuarsi dell’età anagrafica diventa insormontabile. L’uomo dal canto suo, si spaventa se prima di ricevere gli viene chiesto e scappa….
Quindi niente coppia e quindi niente complicità.
Se questa non è presupposto della nascita della coppia allora le fondamenta dell’unione saranno diverse: affidabilità, fedeltà, presentabilità ecc.. e qui il "sesso forte" manifesta tutte le sue ataviche paure e sceglie privandosi di ciò che gli consentirebbe di esser felice….ma almeno sta tranquillo e adempie ai doveri coniugali con ritmata frequenza, senza eccessi e con partecipazione adeguata alla situazione. La donna, dal canto suo, lo sa e quindi eroga sicurezza a mani basse……"caaro ma che fai…io queste cose non le ho mai fatte…eh va bene ma solo perché ti amo".
Quindi c’è la coppia ma non la complicità.
[E’ l’amore? Quel sentimento adolescenziale che muove ogni scelta quando attraversiamo il tempo delle mele, dove lo metti l’amore Antonello?
Sinceramente l’avevo dato per acquisito, ovvio, indispensabile presupposto di chi è già coppia….anelito permanente di chi coppia (purchè riconosciuta) lo vuol divenire]
Insomma chi può avere la complicità - quella vera e disinteressata - che consentirebbe alla coppia (anche a quella che si crea per l’occasione) una adeguata, felice ed appagata vita sessuale? Pochi, pochissimi fortunati…e questo è il motivo per cui l’italiano sceglie la clandestinità che gli consente però solo l’effimera soddisfazione determinata dalla novità, causandogli nel contempo uno stress da gestione della situazione che peggiora ancora di piu’ il suo rapporto di coppia, oltre a creargli, nel breve, un nuovo rapporto di coppia con i medesimi problemi….Irrisolti.

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