REGOLE DI COPPIA SCAMBISTA

REGOLE DI COPPIA SCAMBISTA

 kapedag   14 Dicembre 2016   4676    lifestyle

REGOLE DI COPPIA SCAMBISTA

Questo commento preso su un forum di scambisti e singoli tocca, finalmente, uno dei punti fondamentali del lifestyle: le regole e la disomogeneità all’interno della coppia, l’approccio full o soft swap scelto o imposto, la necessià di ambienti omogenei.

M&M scrive: “Partiamo da noi, personalmente amiamo le "orge", il gioco 2 a 2 spesso lo troviamo noioso e ci sentiamo a nostro agio nei gruppi. Come unica regola ci siamo posti quella di non avere regole, non ci riteniamo musoni e non crediamo di tirarcela semmai ci riteniamo piuttosto timidi nel primo approccio ma non facciamo mistero di preferire le coppie full swap e non problematiche, insomma se dobbiamo giocare di solito giochiamo con chi ha già chiara la meta del viaggio ma questo non ci impedisce di essere amici di chi è alle prime armi o di chi non gioca. Preferiamo peró che i giochi siano naturali e "accadano"….. Ma per noi il gioco rimane ancora un gioco sessuale per prima cosa; pochi giorni fa eravamo al desire ( che adoriamo ) e in 9 giorni di sesso se ne è visto molto poco proprio per la presenza massiccia di americani più preoccupati di bere e ballare che altro. Ecco, senza polemica, lo troviamo un po ridicolo. Esistono decine di club, festival, luoghi dove poter fare le stesse cose senza per forza voler fare gli swinger quando palesemente non lo si è. Non a caso ormai moltissime coppie organizzano party privati proprio per preservare l'aspetto swinger del lifestyle. Tempo addietro scrivevamo che il futuro sarebbe stato sempre più selettivo tra swinger e non, oggi decine di coppie amiche e non preferiscono trovarsi in ambienti omogenei e "privati" disertando take over e club o utilizzandoli alla bisogna. È un fatto e difficilmente si tornerà indietro. È meglio, peggio? Non lo sappiamo ma questa è la fotografia che abbiamo di fronte ora.Semmai sarebbe da approfondire quel diffuso senso di solitudine che sembra permeare un po tutti gli aspetti di una società perennemente on line e "connessa" ma che a fatica riesce a salutare il vicino di casa, così molti cercano nel lifestyle un surrogato di una socialità che pare stia scomparendo lasciando quindi in secondo piano il sesso. Noi auspichiamo un futuro in cui, come scriveva mr k addietro, le play room smettano di esistere per lasciare il posto a un senso di libertà totale ( almeno nei club ) ma siamo comunque dubbiosi sulla capacità che ciò accada in un ambiente non omogeneo. Spiace esser così "secchi" e speriamo si capisca tra le righe che non è una posizione integralista la nostra ( come scritto più sopra ) ma questo gioco non è per tutti e si dovrebbe, dopo un opportuno periodo di naturale sperimentazione che tutti abbiamo attraversato, essere onesti con se stessi e dirsi se davvero siamo fatti per questo mondo. Troppe coppie corrono mano nella mano con uno dei due che disperatamente trascina l'altro, che arranca, sbuffa dalla fatica, tenta di reggere il passo e, infine, si accascia sfinito. Ci riferiamo a quelle coppie in cui solo uno dei due si sente swinger e in cui l'altro segue per mille timori, compreso quello di perdere il partner...ironicamente sono poi spesso queste coppie quelle che "esplodono" o che sembrano "musone".

Cercherò di analizzare ciascuno di questi aspetti, confutando la posizione di chi scrive.

Le regole all’interno delle coppie il più delle volte sono un elemento positivo e mi sembra quantomeno infantile associare il lifestyle alla sregolatezza; definire, poi, una coppia “swinger” solo se fa sesso fisico completo è altrettanto banale. Invece condivido in pieno anche se non gli attribuisco enfasi negativa, l’affermazione che una coppia, proprio come viene puntualmente descritto, viaggi a diverse velocità. La COPPIA è composta da due persone, è rarissimo se non impossibile trovare una totale condivisione e complicità e se mai si riscontra, il più delle volte significa soccombenza di uno. Il motivo perché ci debbano essere regole nella coppia è proprio questo, esse aiutano a contemperare le diversità, a rendere più accettabile ciò che ci pare incomprensibile. Con le regole si arriva a quel compromesso che rende due persone una coppia e non accoppiata di singoli. Se poi una coppia si è data la regola di non condividere tutto del sesso, non per questo è meno legalizzata al mondo swinger di una che ha deciso di condividere tutto. La convivenza tra gli approcci rende estremamente collegato questo discorso ad un altro che si legge nel commento: l’omogeneità degli ambienti che ospitano il lifestyle. L’autore sembra condividere la scelta del party privato a tema in quanto esso preserverebbe l’associazione dei gusti delle coppie, per cui loro-in quanto full swap - non si troverebbero a confrontarsi con chi approccia diversamente. Ebbene questo è coerente con il discorso della auspicata sregolatezza, perché nella coppia ciascuno può agire secondo i suoi istinti (assertivamente comuni) e nel locale d’incontro si dovrebbe adeguare all’approccio di maggioranza? O ancora, perché chi vuole divertirsi tra coppie deve subire la presenza dei singoli? Infine cito un esempio recente di una lei di coppia che mi ha detto di esser rimasta schifata nel vedere una coppia che praticava il pissing nella doccia di una sauna swinger, auspicando che “certe persone” facessero certe cose a casa loro. Come si può osservare il modo è bello perché vario, c’è chi è a disagio nei confronti del rifiuto da parte di chi effettua una selezione (il soft swinger il più delle volte è semplicemente più selettivo) chi (come noi) vorrebbe poter usufruire dell’intero locale e non solo di un angusta sala coppie per salvarsi dall’assalto dei singoli, c’è anche chi ritiene fuori luogo i gusti sessuali altrui. A questo punto che fare? Rincorrere la “libertà totale” dei nostri autori e quindi dover inevitabilmente arrivare a segmentare oppure lasciare un mix esplosivo in cui il rischio è l’insoddisfazione e quindi l’allontanamento alla fine di tutti, sia pur per ragioni opposte. Associato alla segmentazione c’è il problema della necessaria trasparenza che si dovrebbe coniugare ad essa, intendo dire che ci sono molte “coppie” che tali non sono ma si incontrano nel lifestyle per ottenere un lasciapassare di credibilità, mi riferisco ai famosi singoli accoppati di cui tratto QUI. Di norma sono full swinger che cercano full swinger ma…come distinguerli? E a questo punto dove dovrebbero esser i benvenuti? Seguendo la normale logica si dovrebbe desumere che i full swinger non sono interessati ad avere a che fare con coppie nel vero senso del termine, con le loro diversità e disallineamenti ma tutti noi che frequentiamo sappiamo bene che non è così, esse vorrebbero ma non possono. Secondo punto sono i singoli, loro sono di massima trasversali, molte coppie soft italiane hanno iniziato con un singolo, che costituisce un buon canale di mitigazione della iniziale gelosia femminile e di soddisfazione dell’egoismo tipico delle donne autoctone ma allo stesso tempo sono il substrato delle gang bang, che sono praticate da coppie full full full, dove li piazziamo? In conclusione sebbene mi trovi pienamente d’accordo con la posizione che vede nella segmentazione la soluzione che sarebbe la migliore per rendere gli ambienti pubblici competitivi con quelli privati, credo che sia veramente difficile praticarla sui gusti individuali della coppia per cui ecco che ritornano utili le regole da cui siamo partiti. All’interno di uno stesso locale si potrebbero dividere gli ambienti, come oggi avviene tra coppie e singoli; oppure dedicare le serate, come già qualcuno fa; o meglio ancora proprio i locali, che è più difficile per ragioni economiche. E’ di tutta evidenza che se si partecipa ad una serata “hot” non ci si deve sentire obbligati ad accettare tutto e tutti ma una selezione troppo ferma è di certo fuori luogo, così come in una serata “light” l’eccessiva insistenza può indurre anche all’allontamento. Il Krystal di Vicenza è un privè che, a mio avviso, rispecchia questo dualismo. A fronte di una parte “disco” soft e trendy, attrattiva per giovani, indecisi ed esibizionisti c’è una parte “play” hard ove possono trovare spazio i più disinvolti, fermo restando che però anche le persone dovrebbero avere un maggior senso critico nei confronti di se stessi, evitando di attribuire ai gusti sessuali altrui i loro insuccessi e magari posizionandosi su obiettivi più coerenti con le proprie oggettive possibilità. Quello che va in ogni caso evitato, soprattutto da parte delle coppie “soft” è scambiare il privè per un alcova alternativa all’albergo, in quanto si estremizzerebbe un comportamento in se legittimo rendendolo inadeguato; in questo le gestioni dovrebbero esser più attente ad eliminare ogni possibilità, prima di tutte le stanze chiuse e non accessibili allo sguardo. La libertà totale è stata ferita nel momento in cui questo ambiente è uscito dalla clandestinità ed è morta de tutto quando si è aperto al business dei singoli, che ha ridotto gli spazi di libertà occupandoli con arroganza di chi ha dalla sua il diritto del cliente. I gusti, invece, possono esser gestiti con intelligenza nelle scelte degli ambienti che invero dovrebbero esser più trasparenti nell’offerta, tolleranza e sana autocritica.

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