Coppie hunter e cuckold

Coppie hunter e cuckold

 kapedag    2017/08/07   1761    lifestyle

Coppie hunter e cuckold

Come ho già detto nell’ultimo post su Cap d’ Agde, quest’anno lei non ha preso l’aereo pochi giorni prima della partenza;  ho dovuto, quindi, rimettermi in gioco da singolo, visto che la costosa vacanza era pagata e che non avevo intenzione di rivolgermi ad “amiche” per motivi d’opportunità ma soprattutto per un moto d’orgoglio tale da riuscire a dimostrare - per primo a me stesso - che ce la potevo fare da solo.

Vi posso solo dire che è stato più difficile pensare alle situazioni in cui mi sarei trovato, piuttosto che viverle di persona.  Con alcuni accorgimenti, passato una ottima vacanza.

Oltre ad esser piacevole, questo periodo mi ha insegnato molto. L’esperienza mi ha consentito di rivedere  degli assiomi del mio approccio al lifestyle libertino. Come ho già scritto ovunque (confronta tag forum di discussione- lifestyle),  la sintesi del libertinaggio - da cui prende il nome questo sito e che costituisce, a mio modo di vedere, la “quadratura del cerchio” -si basa su due parole chiave: complicità e condivisione. L’interpretazione libertina di queste parole è ormai nota ed è di tutta evidenza che, salva l’ipotesi del cukoldismo, esclude la presenza del singolo che invece  basa il proprio approccio alla vita sull’egoismo e spesso anche sull’ inganno.  Pure restando convinto di ciò, questo viaggio mi ha aperto al dubbio con riguardo a moltissimi “singoli di coppia ” che vivono un rapporto libertino che non sempre è una scelta di coppia .

Di massima, infatti,  con intelligenza e sobrietà il lifestyle funziona, tuttavia l’idilliaco quadro risente di molte eccezioni. Non sempre le donne sono pronte a rimettersi in discussione, non a tutte piace leccare la figa di un'altra,  spesso  si stancano di rifare il make up ogni tre ore, le loro gambe  ondeggiano pericolosamente su dolorosi  tacchi da 12 e vivono la pressione maschile alla competizione come una violenza. Gli obiettivi della coppia, inoltre,  spesso non coincidono; si deve arrivare a compromessi difficili da accettare, anche in questo caso il più delle volte  per la donna.  Per molte di loro, come ho detto sopra, il modello sessuale libertino è poco digerito, anche perché spesso diventa l’unico praticato. La nostra coppia, ad esempio,  ha messo molto tempo per trovare un equilibrio, al punto di esser definiti una coppia soft nel mondo swinger, perché troppo “selettivi”. Lei, infatti, mi aveva  richiesto un contenimento severo delle esperienze sessuali complete e una diversificazione delle nostre attività che si sono dimostrate salvifiche nel rapporto, rendendo tutte le esperienze molto più gratificanti e meno ripetitive. Abbiamo continuato a fare sesso tra di noi, talvolta con lo stimolo esterno del contesto libertino ma in maniera sempre interessante. I nostri problemi, lo preciso per evitare fraintendimenti,  sono dovuti a motivazioni molto ma molto  più tradizionali.

La coppia libertina, quindi, nonostante sia più solida rispetto a quella ordinaria, vive su un compromesso molto difficile da realizzare: sintetizzare i gusti e gli atteggiamenti maschili e femminili in un accordo che, talvolta, crea insoddisfazione, il più delle volte per le donne. E’ vero si supera l’inganno che è alla base dei rapporti di coppia, c’è apertura e non conflitto ma il costo per un componente può essere, talvolta, molto alto. Cercherò di spiegarmi meglio partendo dalle parole di una signora olandese con la quale ho usato il termine “quality time” per descrivere la spazio che come coppia si erano riservati al village. La sua risposta mi ha confermato alcune perplessità che l’osservazione empirica mi aveva già  instillato; lei ha detto “per me questo non è quality time, per me quality time significa stare accanto ai miei figli con l’uomo che amo e dipingere” e poi ha aggiunto una domanda “ti sei chiesto perché sei solo qui?” Mi sono venute alla mente alcune parole della mia compagna,  nervosamente cancellate dalla mente, che facevano trasparire l’anelito a uno scambio separato. Questa pratica l’ho sempre considerata una deviazione del  libertinaggio, pur rispettandola come espressione di libertà che non deve esser repressa, era per me l’antitesi della condivisione.  Anche il suo continuo richiamo alle differenze tra il desiderio sessuale maschile e femminile:  il primo alla ricerca della promiscuità fisica e ginnica, il secondo più esibizionismo  che dia conferme della propria attraenza, di esclusività  e di interazione mentale, anche con il partner occasionale, assumono oggi un senso diverso. Anche se, va detto a tutela dei lui di coppia onesti, che anche le donne dovrebbero rispettare di più il desiderio maschile e non appellare come improponibile  e cassare senza appello una donna solo perché ha caratteristiche fisiche da loro non possedute e magari anelate e perché suscita un tantino più del solito l’interesse del proprio partner.

Il lifestyle è un fenomeno in espansione. Si tratta di una scelta di vita praticata dalla fascia di adulti tra i 35 e i 65 anni, sessualmente ancora attivi, almeno in una componente della coppia;  replica il modello pre-familiare di vita degli individui che vedeva nell’incontro e nel divertimento i propri capisaldi, superando però  le ipocrisie tipiche di quel periodo post-adolescenziale. Il lifestyle fornisce linfa vitale alla stanchezza, soprattutto sessuale, che pervade il rapporto di coppia per la fatica di costruire una famiglia e che, il più delle volte si traduce in un tradimento. Per queste ragioni si distingue dallo scambismo dei primordi, fenomeno occulto e vergognoso, basato sulla trasgressione. Oggi, tolta la fascia lavorativa e familiare, nessuno si vergogna di ammettere il proprio status swinger; l’offerta commerciale è paritetica rispetto a quella “normale”, esistono club, ristoranti, spiagge, resort ,SPA, viaggi per coppie libertine, i PR, i locali più in voga, le serate a tema,  party privati o presunti tali ma comunque ad invito, le creazioni di stilisti interamente dedicate; anche sul web centinaia di siti, forum  e dating trattano l’argomento.

Questo contesto “pubblico”, spinto dal web,  ha fatto si che molte coppie si siano avvicinate al lifestyle in alternativa al modello “amante”,  che crea stress  gestionale e replica alla lunga i problemi di coppia. La via viene intrapresa, di norma,   su iniziativa del maschio; almeno inizialmente, la scelta  femminile è indotta da curiosità, come alternativa al fallimento matrimoniale o come recupero di un desiderio spento  (quando si comincia a stare sei mesi senza fare sesso ci si pongono domande).

Ma badate bene tutti, la gestione del rapporto in quel momento passa completamente nelle mani dell’uomo. Sono i lui di coppia con cui chattate su SDC, Nous Libertine, IOL e gli altri siti, sono i lui di coppia che organizzano i viaggi, sono i lui di coppia che pianificano le serate e i pomeriggi trasgressivi. Le lei stanno solo sulle fotografie, sono lo specchietto delle allodole, spesso nemmeno sanno quello che i propri partner stanno facendo, semplicemente perché non gli interessa fino al momento in cui dovranno interagire e assumere il loro ruolo di Principesse .

L’avvento della chimica a supporto della stanchezza sessuale maschile ha completato il quadro.  Tutti tornano giovani! I galletti che fanno chicchirichì di nuovo recuperano un machismo represso dall’emancipazione femminile, ma mai sopito; di conseguenza le donne, che hanno perso il tono dei migliori anni, diventano di nuovo belle ed attraenti agli occhi dei maschi, e se ne gratificano; si ricomincia ad uscire la sera e a rivestirsi per piacere a se stessi e agli altri.

Ebbene come coppia noi abbiamo vissuto il lifestyle alla grande ne abbiamo visto il meglio; da crociere di lusso  per 830 coppie, settimane bianche dedicate, le migliori SPA e i migliori resort europei,  club più alla moda … eppure solamente girovagando da solo per Cap d’ Agde ho avuto modo di pensare e tempo per elaborare; mi sono accorto che ciò che vedevo come oro e che non potevo raggiungere per i limiti concordati con lei,  non sempre luccicava.

A Cap 2017  ho toccato il fondo; solo in questa condizione capisci che però forse prima non eri in vetta; capisci certe falsità, come le coppie (lui di coppia) che ti tampinano per settimane in attesa che arriviate a Cap e quando sanno che sei da solo spariscono nel nulla, non dico sesso….un caffè visto che siamo stati in chat per settimane.

La deviazione assoluta, l’apogeo dell’ipocrisia di questo contesto elitario sono quelle che con la mia compagna abbiamo definito le “coppie hunter”, coloro che nel nostro peregrinare in cerca di nuove emozioni evitavamo come la peste. Si tratta di lui di coppia dopati e sovraeccitati che “attaccano” tutto ciò che è a portata trascinando con se in questo vergognoso vortice donne incapaci di reagire che, alla fine, diventano partecipi di un comportamento molto peggiore di quello dei singoli, soprattutto perchè disonesto. L’egoismo del maschio “hunter” è esponenziale, lui se ne frega anche della compagna che se mostra qualche ritrosia viene minacciata d’abbandono o definita come incapace di stare al gioco, un peso morto. Le donne sono, appunto, personaggi privi di carattere, governate da questo piccolo essere che gli impone una normalità tutta sua. Si riconoscono subito: lui è un polipo, prova ovunque e con chiunque, non vi dico poi se c’è una coppia giovane o nuova del suo territorio di caccia, spesso molto tradizionale. L’insistenza non di rado tuttavia lo premia ma spesso lei deve sopportare situazioni ai limiti della dignità per non suscitare le ire del suo “compagno”. Ovviamente questo piccolissimo essere non è interessato ai singoli, nemmeno se si tratta di tornare a casa a bocca asciutta, che è per lui l’evento più nefasto ed irritante.

Nel village l’offerta per singoli è limitata come ho descritto nelle "soluzione finale"; in particolare i singoli non hanno accesso a tutti i posti "stellati" am è propio abbassando il tiro che  ho recuperato la trasgressione più simile a quella delle origini  e,  con grande sorpresa, ho dovuto ricredermi su molti convincimenti. Al Kamasutra ci vanno coppie in cui entrambi i componenti sono veramente liberi, nessuno subisce pressioni, sebbene anche il cuckoldismo potrebbe in sè esserla,  quest'ultima forma di sessualità è molto più coerente con l’indole femminile. Posso dire che l’insoddisfazione sessuale di una donna derivante da un rapporto di coppia stanco è ampiamente compensata avendo a disposizione molti uomini, percependone  il desiderio, sentendosi una star anche se sovrappeso e senza doversi necessariamente distruggere i piedi per soddisfare un feticismo maschile. In altre parole quello che per me è sempre stato un  limite femminile, il voler  “vincere facile”, ha assunto una diversa luce. Loro sanno che il singolo che le possiede il più delle volte non avrà nemmeno un orgasmo  per tenersi la cartuccia in serbo; sanno benissimo che non sono state "selezionate", ma non gliene importa nulla! Vogliono attenzione, un orgasmo e soprattutto un cazzo duro da maneggiare, alla fine tornano a casa contente e non hanno discussioni o gelosie con il partner, anch’esso soddisfatto del piacere della propria donna, che equivale al suo.

Le coppie che vanno a singoli, non racconteranno mai nulla su web ne si taggheranno al Kamasutra, ci vanno e basta. Non diranno alle altre coppie come hanno passato il pomeriggio; non parleranno del loro piacere nè si vanteranno con gli amici delle prestazioni;  non saranno costrette a frequentare i singoli di nascosto (solo su web) oppure a dover scegliere il singolo "trofeo", quindi solo se bello o giovane ma potranno decidere cosa gli intriga davvero; non criticheranno le altre coppie nei loro comportamenti o atteggiamenti..si limiteranno a viverli, trasgredendo le nuove regole non scritte del lifestyle, riservato solo alle “coppie perbene” .

Queste ultime, le coppie fashion intendo,  va detto in onestà per la  mia quindicennale esperienza,  sono invero la maggioranza e vivono il libertinaggio in onestà intellettuale e come un opportunità per entrambe le metà della mela, una valida  alternativa alla noia dei genitori degli amici dei figli; tuttavia, come ho scoperto nel 2017 riflettendo a Cap d’ Agde, non sempre sono tutte veramente libere, non sempre stanno condividendo.

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1 Commento

  1. Complimenti. Ci siamo ritrovati in molti ragionamenti.

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